I sovversivi del gusto

16 gennaio 2012

La Basia in trasferta: New York

Mentre alla Basia le cose procedono secondo i ritmi consueti, io mi sono provvisoriamente spostato oltreoceano. Sarebbe un po’ lungo risalire a come ha avuto inizio tutta la storia: se volete curiosare un po’ potete trovate qui dove è cominciata.

Ma se vogliamo riprendere dall’attualità, la sostanza è che sono di nuovo in America, approfittando di una rete di amici nel mondo del cibo e dell’agricoltura per cercare di mettere un po’ a fuoco il modo in cui qua si muovono le cose: quanto diversamente o con quale affinità rispetto a come funzionano a casa nostra. Prima destinazione New York. Per adesso, niente più che qualche pillola, sperando di avere occasione più avanti di sviluppare meglio qualche argomento qua e là.

Bello incontrare Paul Grieco, ideatore e “animatore” di Hearth e Terroir. Paul è noto per aver presentato e proposto per primo in città una gran numero di vini (tanti italiani) pressoché sconosciuti, e per aver dato negli ultimi anni una forte impronta al gusto e alla cultura del vino in città. Tanto per farsi un’idea, date un’occhiata alla lista dei vini di Terroir (download .pdf): un vero e proprio libro pieno di informazioni e di racconti. Ovviamente un grande piacere farsi accompagnare a spasso nel cuore dell’Europa in un giro di assaggi memorabili.

Sorprendente fare la conoscenza di Terence Hughes, wine blogger con una grande familiarità con l’Italia, oltre che amico di vecchia data dei Sovversivi del Gusto! Parlare dei vini italiani da qui è un buon modo per allargare un po’ la prospettiva, e rendersi conto di quali sono i messaggi che arrivano, e perché, e quali invece si perdono in mezzo a una grande confusione di voci da ogni parte..

Emiliano è arrivato a New York dall’Italia poco più di vent’anni fa e ha aperto un piccolo ristorante, la Trattoria Aldilà. Il suo lavoro è molto stimato e tanti amici, cuochi & affini, mi hanno parlato del suo ristorante. Ma la sorpresa è stata scoprire che si trovava proprio dietro l’angolo della casa dove ero ospitato! Sono tornato da lui un paio di volte: la prima proprio la prima sera, per una legge di prossimità, la seconda con la scusa di incontrarlo di persona, ma la verità è che sono tornato perché si sta davvero bene: materie prime semplici e ottime, un tocco molto italiano nella sobrietà della cucina, con un po’ di libertà e di fantasia in più negli abbinamenti come detta il gusto americano. Ottimo, e rilassante.

Il Farmers Market di Union Square esiste da 35 anni. Oggi si tiene quattro volte a settimana: quattro volte a settimana i contadini della zona (la valle dell’Hudson è un’area agricola molto fiorente) portano qui i loro prodotti, nel cuore della città. E allora viene comodo, passando, fare la spesa per una cena di festa.

Questo vorrebbe essere un inizio: il soggiorno newyorchese è proseguito con altri incontri e altre persone che meriterebbero più di qualche riga di presentazione, prima di procedere per San Francisco, dove mi trovo in questo momento. Altri appunti arriveranno da questo viaggio, e magari qualche personale punto di vista sulle cose che succedono qua, dall’altra parte dell’Oceano. A presto!

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2 Commenti a “La Basia in trasferta: New York”

  1. New York…quanti ricordi..città fantastica…
    Nella mia prossima visita alla grande mela non mancherò di fare una visitina ai luoghi ivi descritti…
    buon viaggio…
    Cristian Mongodi
    P.S. Adriano quando andiamo a New York….

  2. fammi salire a Copenaghen prima ed a Dusseldorf …sono un montanaro non sono uso agli aerei intercontinentali…

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